Giovedì, 10 Marzo 2016 14:52

Nuovo accordo tra il Parco nazionale delle Foreste casentinesi e il Club Alpino Italiano per la cura della rete sentieristica e la realizzazione di iniziative nel campo della promozione dell'escursionismo e della cultura ambientale In evidenza

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COMUNICATO STAMPA

Un nuovo contratto tra il Parco nazionale e Club Alpino Italiano
per la cura della rete sentieristica dell'area protetta e la
realizzazione di iniziative nel campo della promozione
dell'escursionismo e della cultura ambientale


Sette le sezioni CAI interessate, 736 i chilometri di sentiero presi in
carico. Questi i tratti salienti del nuovo accordo tra l'area protetta e
le sezioni territoriali dell'istituzione di tutela e promozione della
montagna fondata da Quintino Sella nel 1863.
Lunedi mattina i responsabili del CAI Emilia Romagna, ing. Vinicio
Ruggeri e del CAI Toscana Arezzo, ing. Gaudenzio Mariotti - in
rappresentanza delle sezioni di Arezzo, Stia, Pontassieve, Faenza,
Forlì, Cesena e Ravenna - hanno sottoscritto, alla presenza del
direttore, ing. Sergio Paglialunga, il nuovo accordo.
La convenzione è triennale e allarga il suo ambito operativo di 160
chilometri rispetto a quella precedente.
Le mansioni, in particolare, saranno: segnatura tracciato (la
tradizionale striscia bianco-rossa), ripulitura manuale dei sentieri,
asportazione dei rifiuti, piccole regimazioni idriche, manutenzione e
revisione della cartellonistica verticale in legno, cura della
manutenzione e dell'ospitalità nei rifugi gestiti, monitoraggio sullo
stato dei ricoveri più in generale e segnalazione di particolari
situazioni di degrado.

A livello nazionale è operativa la legge 91 del 1963 che incarica il
Club Alpino Italiano  di provvedere "nell’ambito delle facoltà
statutarie, a mantenere in efficienza, in conformità alle disposizioni
vigenti, il complesso dei rifugi ad esso appartenenti ed a curare la
manutenzione delle attrezzature alpinistiche e dei sentieri dallo stesso
apprestati". Inoltre il CAI, ai sensi della stessa legge deve provvedere
alla promozione di iniziative, attività scientifiche e didattiche per
la conoscenza, la protezione e la valorizzazione di ogni aspetto
dell’ambiente montano, locale e nazionale.

Oggi la tracciatura dei senteri gode di strumenti sofisticatissimi, in
dotazione al CAI, che si appoggiamo alla tecnologia GPS e permettono di
registrare ogni modificazione del tracciato originario. Si tratta di
materiale essenziale per la redazione e l'aggiornamento di carte e guide
escursionistiche.

"Il lavoro dei volontari CAI nelle tre province nelle quali il Parco
ricade è essenziale per garantire la fruibilità della rete
escursionistica. A questi tantissimi appassionati della straordinaria
natura delle nostre montagne va il mio più sentito ringraziamento".


Luca Santini, presidente del Parco nazionale.

Ufficio stampa Parco.